Saracena è un piccolo paese della provincia di Cosenza, dove l’olivicoltura è da sempre uno dei punti cardini della cultura cittadina. A dimostrazione di ciò vi sono i numerosi ulivi millenari presenti sul territorio, che riportano alla luce il valore storico-culturale. Temperature mediterranee e venti, che creano un ambiente costantemente asciutto, formano l’habitat più idoneo per la produzione di olio ad elevata genuinità e alto pregio.
Roggianella
Considerazioni agronomiche:
cultivar di ulivo calabrese, tra le più diffuse, per l’alta adattabilità, molto resistente ai più comuni parassiti degli ulivi, l’autoimpollinazione e la qualità dell’olio prodotto; è nota anche con la denominazione di Amaro, Gaetana, Rotondella, Roggianese, Spezzanota, Tondina e Vernile. Fruttato medio con sentori di mandorla, erba fresca e carciofo, un gusto equilibrato con amaro e piccante medio-alto. L’abbinamento consigliato è su pietanze a base di pesce.
Verace di Saracena
Considerazioni agronomiche:
cultivar simbolo della cittadina, nome derivante dal latino verax che riporta al carattere di un frutto “veritiero, sincero”. Ulivo dalla drupa medio-grande, di forma ovale, da cui si estrae un olio di ottima qualità. Per le sue caratteristiche organolettiche supera di gran lunga le altre cultivar, soprattutto per il suo equilibrio biochimico. Sensazioni di ortica, lattuga, verdure di campo, agrumi e pomodoro. Percezioni di amaro e piccante ben calibrate, per un abbinamento ideale con un pinzimonio di verdure fresche.
Forasana
Considerazioni agronomiche:
la più antica e diffusa nell’area del Pollino. A duplice attitudine, di buona vigoria e altamente produttiva. La pianta mostra portamento espanso e chioma medio-fitta. I frutti sono di buona pezzatura, con un buon rapporto polpa/nocciolo. L’inolizione procede con una certa lentezza, per cui la raccolta viene spesso effettuata verso la fine del mese di novembre. Presenta buon adattamento ai climi temperato-caldi. L’olio ottenuto è un fruttato medio-intenso con un gusto gradevole di amaro e piccante.
L’olio prodotto non è un mono-cultivar ma frutto dell’insieme di queste. Ne risulta un prodotto finale limpido e abbastanza denso per un giusto equilibrio tra amaro e piccante, con sensazioni olfattive che riportano i sentori di un fruttato medio. Da utilizzare soprattutto a crudo sui piatti di tradizione e per tutte le pietanze della dieta mediterranea: primi piatti e ricette di lunga cottura, ma anche piatti a base di carne, come gli arrosti di carni bianche.